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La fascia 10-12 anni nel calcio giovanile

La fascia 10-12 anni è uno dei momenti più importanti del percorso di un giovane calciatore. Non è più il calcio di puro gioco dei più piccoli, non è ancora il calcio agonistico degli adolescenti. È una fase di…
Consigli 28 Ago 2026

La fascia 10-12 anni è uno dei momenti più importanti del percorso di un giovane calciatore. Non è più il calcio di puro gioco dei più piccoli, non è ancora il calcio agonistico degli adolescenti. È una fase di passaggio in cui cambiano il formato di gioco, le regole, le richieste tecniche e mentali, e in cui iniziano a delinearsi le prime differenze di maturazione tra i ragazzi.

Capire cosa succede in questa fascia aiuta genitori, allenatori e ragazzi a leggere meglio il percorso. E a evitare aspettative sbagliate sia in senso positivo (pretendere risultati precoci) sia in senso negativo (sottovalutare segnali di crescita reali).

La fascia 10-12 anni: cos’è nel calcio giovanile italiano

Nel calcio giovanile italiano, i ragazzi tra i 10 e i 12 anni giocano nella categoria Esordienti, che fa parte dell’attività di base regolata dal Settore Giovanile e Scolastico della FIGC.

La categoria Esordienti si articola in due annate:

• Esordienti 1° anno: ragazzi di 11 anni compiuti nell’anno di inizio della stagione sportiva

• Esordienti 2° anno: ragazzi di 12 anni compiuti nell’anno di inizio della stagione sportiva

I ragazzi di 10 anni possono giocare nella categoria Esordienti solo “qualora fosse necessario”, come previsto dai comunicati ufficiali FIGC, dopo aver compiuto il decimo anno di età. Sotto i 10 anni, la categoria di riferimento è quella dei Pulcini.

Le regole FIGC per la fascia 10-12 anni

Le regole di gioco per gli Esordienti cambiano tra il primo e il secondo anno, riflettendo la progressione dello sviluppo dei ragazzi.

Esordienti 1° anno (11 anni)

• Formato di gioco: 7 contro 7

• Dimensioni del campo: 65 x 40 metri

• Dimensioni delle porte: 5,50 x 1,80 metri (o 6 x 2)

• Pallone: numero 4

• Tempi di gioco: 3 tempi da 18 minuti

• Fuorigioco: non previsto, oppure al limite dell’area di rigore (13 metri dalla linea di fondo)

Esordienti 2° anno (12 anni)

• Formato di gioco: 9 contro 9

• Dimensioni del campo: 70 x 50 metri

• Dimensioni delle porte: 5,50 x 1,80 metri (o 6 x 2)

• Pallone: numero 4

• Tempi di gioco: 3 tempi da 18 minuti

• Fuorigioco al limite dell’area di rigore (15 metri dalla linea di fondo)

Il modello di competizione FIGC 2025-2026

Nella stagione 2026-2027, la FIGC prevede per la categoria Esordienti la realizzazione di tre attività aggiuntive da abbinare ai tre tempi di gioco tradizionali. Le società devono obbligatoriamente scegliere almeno una tra queste opzioni: Proposte Pre-Gara, Multipartite, 4° Tempo di Gioco. Per i Club di 3° Livello, le opzioni obbligatorie sono almeno due su tre.

L’obiettivo di queste attività aggiuntive è ampliare le esperienze formative del giovane calciatore, integrando la partita tradizionale con momenti didattici mirati.

Cosa cambia rispetto ai bambini più piccoli

Il passaggio ai 10-12 anni segna una trasformazione importante nel percorso di un giovane calciatore rispetto alle fasce precedenti (Piccoli Amici, Primi Calci, Pulcini).

Il calcio diventa più strutturato

Nelle fasce più piccole, il calcio è prevalentemente gioco. Regole semplificate, formati ridotti (3 contro 3, 5 contro 5), grande spazio all’esplorazione tecnica individuale. Nella fascia 10-12 anni, il calcio inizia a somigliare a quello dei più grandi: aumentano i giocatori in campo, le dimensioni, la complessità tattica.

Iniziano a emergere le differenze di maturazione

A 10-12 anni, i ragazzi non maturano tutti allo stesso ritmo. La differenza di sviluppo fisico tra un ragazzo nato a gennaio e uno nato a dicembre della stessa annata può essere significativa. Questo produce disparità visibili in campo, anche a parità di talento tecnico reale.

Cambia il rapporto con il gioco

Nelle fasce più piccole, il calcio è quasi esclusivamente divertimento. Dai 10 anni in su, molti ragazzi iniziano a percepire il calcio come qualcosa di più: un progetto, un’aspirazione, un’identità. Questa consapevolezza è normale e utile, ma va accompagnata con equilibrio.

Aumenta la complessità tecnica richiesta

Nel 7 contro 7 e ancora di più nel 9 contro 9, il ragazzo deve iniziare a gestire spazi più ampi, tempi di gioco più lunghi, situazioni tattiche più articolate. Non basta più il talento individuale: iniziano a contare la lettura del gioco, i movimenti collettivi, il posizionamento.

Cosa cercare in un settore giovanile a questa età

La scelta della società in cui giocare tra i 10 e i 12 anni ha un impatto significativo sul percorso di crescita del ragazzo. Alcuni elementi da valutare quando si sceglie o si valuta un settore giovanile.

La qualificazione degli allenatori.
Nella categoria Esordienti, la FIGC richiede la presenza di allenatori con qualifica federale UEFA (UEFA Pro, UEFA A, UEFA B, UEFA Grassroots C) o con qualifiche equivalenti. Verificare che gli allenatori del settore giovanile siano effettivamente qualificati è un primo indicatore di serietà.

Il metodo di lavoro.
Un buon settore giovanile in questa fascia lavora su fondamentali tecnici, coordinazione, capacità di lettura del gioco, senza spingere troppo presto sui risultati o sulla specializzazione tattica. La formazione conta più della classifica.

L’attenzione ai ragazzi meno maturi fisicamente.
Un settore giovanile di qualità non seleziona esclusivamente in base allo sviluppo fisico attuale, ma sa riconoscere il potenziale anche nei ragazzi che maturano più tardi. È un indicatore importante di come la società lavora davvero.

La qualità delle strutture e degli spazi.
Campi adeguati, materiali sufficienti, orari di allenamento sostenibili per la vita scolastica del ragazzo.

Il rapporto con le famiglie.
Un settore giovanile che comunica in modo trasparente con i genitori, che spiega il proprio metodo, che accoglie domande senza infastidirsi, è un settore che ha nulla da nascondere.

Il ruolo dei genitori nella fascia 10-12 anni

La fascia 10-12 anni è probabilmente quella in cui il ruolo dei genitori conta di più. Il ragazzo sta crescendo, sta iniziando a costruire la propria identità come calciatore, sta ricevendo le prime valutazioni tecniche significative da allenatori esterni alla famiglia.

Alcuni principi che valgono in questa fase.

Restare due passi indietro.
Il genitore accompagna, non conduce. Non entra nelle scelte tattiche dell’allenatore, non commenta le partite dagli spalti, non pressa il figlio per prestazioni migliori. Il calcio del figlio è del figlio.

Riconoscere che la maturazione ha tempi diversi.
Se il figlio è nato negli ultimi mesi dell’anno e sembra meno performante dei coetanei nati nei primi mesi, non è necessariamente un problema di talento. È spesso un problema di tempi di maturazione. La differenza si annullerà nei prossimi anni.

Non confrontare.
Ogni ragazzo ha il proprio percorso. Confrontare il figlio con altri della sua età, o peggio con altri figli conosciuti, è una fonte di stress inutile e potenzialmente dannosa.

Sostenere anche nei momenti difficili.
Ci saranno partite sbagliate, sostituzioni non comprese, allenamenti storti. Il sostegno del genitore in questi momenti è quello che permette al ragazzo di continuare a crescere.

Fidarsi degli allenatori qualificati.
Se il ragazzo è in un settore giovanile serio, con allenatori qualificati, i genitori devono fidarsi del metodo. Le domande sono legittime, le interferenze no.

Le prime valutazioni e i provini nella fascia 10-12 anni

Un elemento importante della fascia 10-12 anni riguarda i provini e le valutazioni ufficiali.

La normativa FIGC per la stagione sportiva 2026-2027 prevede che i raduni selettivi e i provini possano coinvolgere giovani calciatori dai 12 anni compiuti nell’anno di inizio della stagione sportiva. Non prima. I nati nel 2015 non possono ancora essere sottoposti a provini agonistici selettivi da parte di società affiliate FIGC.

Questo significa che per gran parte della fascia 10-12 anni, il ragazzo non affronterà provini formali. La sua visibilità dipenderà dalla partecipazione ai tornei giovanili, dalle segnalazioni degli allenatori delle società di base, dalla presenza di osservatori esterni alle partite di campionato.

È in questa fase, quindi, che una valutazione professionale indipendente può iniziare a essere utile: come strumento di lettura del profilo del ragazzo che integra ciò che le società di base e i tornei giovanili possono dire.

Come funziona la valutazione FUTNET

Su FUTNET, i video reali di partita vengono analizzati da professionisti con esperienza diretta nel calcio italiano: Walter Sabatini, Giorgio Perinetti, Cristian Brocchi, Dario Marcolin e Walter Zenga.

Il ragazzo riceve un report tecnico strutturato che analizza il suo gioco nelle dimensioni tecnica, fisica, mentale e tattica. Il report descrive le caratteristiche distintive del profilo, i punti di forza, le aree su cui lavorare. Al report si affianca un ranking ufficiale Futnet, che colloca il ragazzo nel panorama dei giovani valutati dalla piattaforma.

Il servizio ha un costo di 250 euro una tantum, senza abbonamento.

Cosa aspettarsi realisticamente

La fascia 10-12 anni non è la fascia in cui si diventa calciatori professionisti. Non è nemmeno la fascia in cui si decide chi arriverà al professionismo. È la fascia in cui si iniziano a costruire le basi tecniche, mentali e caratteriali che serviranno nelle fasce successive.

Cosa è realistico aspettarsi:

• Miglioramenti tecnici visibili di anno in anno

• Un rapporto positivo con il calcio come attività sportiva

• La costruzione di amicizie e di appartenenza alla squadra

• L’apprendimento di valori come impegno, sacrificio, rispetto delle regole

• Un primo confronto con la disciplina degli allenamenti regolari

Cosa non è realistico aspettarsi:

• Una previsione affidabile su chi diventerà un calciatore professionista

• Risultati sportivi che debbano definire il valore del ragazzo

• Una specializzazione precoce in un ruolo tattico definitivo

• Prestazioni omogenee tra ragazzi che hanno tempi di maturazione diversi

Il calcio giovanile 10-12 anni è una fase di costruzione. Le vere fasi di selezione arrivano dopo, dai 13-14 anni in poi. Fino a quel momento, l’obiettivo principale è formare un buon giocatore e un buon giovane sportivo, non anticipare giudizi che il tempo darà comunque.

FAQ

In quale categoria FIGC giocano i ragazzi tra i 10 e i 12 anni?

I ragazzi tra i 10 e i 12 anni giocano nella categoria Esordienti, all’interno dell’attività di base regolata dal Settore Giovanile e Scolastico della FIGC. La categoria si articola in Esordienti 1° anno (11 anni) ed Esordienti 2° anno (12 anni). I ragazzi di 10 anni possono giocare negli Esordienti solo “qualora fosse necessario”.

Qual è la differenza tra Esordienti 1° anno e 2° anno?

Gli Esordienti 1° anno (11 anni) giocano il 7 contro 7 su campo 65×40 metri, senza fuorigioco o con fuorigioco al limite dell’area di rigore. Gli Esordienti 2° anno (12 anni) giocano il 9 contro 9 su campo 70×50 metri, con fuorigioco al limite dell’area di rigore.

Si possono fare provini a 10, 11 o 12 anni?

I raduni selettivi e i provini FIGC sono consentiti solo dai 12 anni compiuti nell’anno di inizio della stagione sportiva. Per la stagione 2026-2027 sono esclusi i nati nel 2015. Sotto i 12 anni compiuti, i provini agonistici selettivi non sono autorizzati.

Cosa deve cercare un genitore in un settore giovanile per la fascia 10-12 anni?

Allenatori qualificati (UEFA A, B, Grassroots C), un metodo che dia priorità alla formazione tecnica sui risultati, l’attenzione ai ragazzi con maturazione più lenta, strutture adeguate e un rapporto trasparente con le famiglie.

A 10-12 anni si può già capire se un ragazzo diventerà un calciatore professionista?

No. La fascia 10-12 anni è troppo precoce per previsioni affidabili sulla carriera professionistica. Le differenze di maturazione fisica sono ancora troppo marcate. È la fase in cui si costruiscono le basi, non quella in cui si selezionano definitivamente i futuri professionisti.

Una valutazione FUTNET è utile a 10-12 anni?

Sì. In una fascia in cui i provini formali non sono ancora consentiti, una valutazione professionale del profilo del ragazzo offre una lettura tecnica indipendente che integra ciò che le società di base e i tornei giovanili possono osservare. Aiuta il ragazzo e la famiglia a costruire consapevolezza del gioco in una fase formativa cruciale.

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