Hashley Zanussi: la consapevolezza del proprio valore
Terzino destro classe 2008, cresciuto tra le scuole calcio di Roma, oggi in un club professionistico. Il suo percorso con Futnet, la valutazione ricevuta da Cristian Brocchi e il piano di lavoro che ne è nato.
Hashley Zanussi ha iniziato a giocare a calcio a sei anni, nell’Accademia Milan di Roma. Da lì è iniziato un percorso che lo ha portato, in poco meno di dieci anni, dalle scuole calcio della capitale ai settori giovanili di club professionistici: Vigor Perconti, poi Lecce a quattordici anni, Verona, Pescara. Oggi è al Guidonia.
Il calcio, come lui stesso lo definisce, è la sua vita. E come per molti ragazzi arrivati al settore giovanile professionistico, il momento più complesso non è entrare nel sistema, ma continuare a crescere all’interno di esso. Capire cosa funziona nel proprio gioco, dove concentrare il lavoro, quali aspetti sviluppare per continuare la propria traiettoria.
Ed è proprio in questa fase che Hashley ha scelto di essere valutato su Futnet.
Perché ha scelto Futnet
Non aveva una persona che gestisse la sua carriera. Nessun agente di riferimento, nessun consulente stabile. Quando gli è stato suggerito di provare Futnet, l’elemento che lo ha convinto è stato il calibro dei valutatori: figure che il calcio lo hanno vissuto ai massimi livelli, con anni di esperienza diretta nel professionismo italiano.
Ha completato l’iscrizione, ha caricato i propri video di partita, ha scelto tra i cinque valutatori disponibili. La sua scelta è caduta su Cristian Brocchi – allenatore ed ex calciatore, uno dei più vincenti nella storia recente del calcio italiano – perché lo conosceva bene fin da quando lui stesso giocava a centrocampo. C’era una familiarità di riferimento tecnico che ha guidato la decisione.
Dopo l’analisi, Hashley ha ricevuto la valutazione completa del suo profilo.
Cosa è successo dopo la valutazione
Il report è arrivato con contenuti articolati sulle diverse dimensioni del gioco. Alcune erano positive. Altre indicavano aree specifiche su cui il ragazzo poteva lavorare.
Uno degli aspetti evidenziati riguardava la componente fisica: in particolare la struttura del tronco. Un’indicazione precisa, non generica, che Hashley ha deciso di trasformare in un piano di lavoro concreto.
Ha iniziato un percorso di palestra. Ha iniziato a costruire quella parte del corpo che il report aveva segnalato come da rinforzare. E oggi, a distanza di tempo, quel lavoro ha prodotto risultati visibili — non solo nella crescita fisica, ma anche nella fiducia che il ragazzo ha rispetto al proprio potenziale.
Perché è questo, forse, il vero valore che Hashley riconosce alla valutazione: la consapevolezza del proprio valore. Non nel senso della soddisfazione narcisistica, ma nel senso operativo. Sapere cosa si è come giocatore, cosa si sa fare, dove concentrare il lavoro. Un giovane calciatore che possiede questa consapevolezza affronta il proprio percorso con criterio, non improvvisando.
Uno strumento di consapevolezza, non solo di visibilità
Il caso di Hashley illustra un aspetto di Futnet spesso meno raccontato: la piattaforma non è solo uno strumento di visibilità, è anche, e forse soprattutto, uno strumento di lettura professionale del proprio gioco.
Per un ragazzo già inserito in un percorso professionistico come Hashley, la valutazione professionale ha un valore specifico. Non serve a farsi scoprire, è già stato scoperto. Serve a capirsi meglio, a costruire un piano di lavoro fondato su un’analisi esterna qualificata, a trasformare la propria carriera in un progetto costruito con consapevolezza.
Quello che Hashley ha ricevuto è una lettura tecnica del suo gioco firmata da un professionista che il calcio lo ha vissuto ai massimi livelli. Quello che ne ha fatto – il piano di palestra, il lavoro sulle aree indicate, la crescita fisica – è merito suo. La valutazione ha aperto la porta. Il ragazzo l’ha attraversata.
Il futuro
Hashley oggi ha un obiettivo dichiarato: l’esordio nel calcio professionistico, e da lì la costruzione di una carriera che lo porti ai massimi livelli possibili. Sogna la Champions League, come sognava da bambino.
Sa che il futuro dipende in gran parte da lui: da come gioca, da come si comporta, da quanto dà in ogni allenamento e in ogni partita. La consapevolezza acquisita con la valutazione Futnet è una parte di questo percorso. Non è tutto. È uno strumento in più, tra i tanti che il ragazzo utilizzerà per costruire la propria carriera.
Il talento merita un’opportunità. E l’opportunità va accompagnata dalla consapevolezza di come coltivarla.
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